Anche in Italia, come in Europa, il Paleolitico medio mostra un’ampia variabilità nei metodi di fabbricazione e nella tipologia degli strumenti, soprattutto tra i raschiatoi. Le industrie litiche sviluppano differenze regionali spesso influenzate da fattori culturali (innovazioni), oppure economici o anche legati alla funzione dei siti. Oltre al noto Levallois, viene applicato un altro metodo di scheggiatura, denominato Discoide, i cui prodotti si presentano robusti e tozzi. Le schegge più taglienti sono utilizzate direttamente, grazie anche alle loro caratteristiche ergonomiche, oppure trasformate in raschiatoi, denticolati o punte. Raschiatoi e denticolati sono impiegati nella macellazione, nel trattamento della pelle umida e secca ma anche nel raschiamento, taglio, segaggio, incisione e assottigliamento il legno, mentre le punte e altre schegge triangolari sono ideali sia come armamento venatorio sia come coltelli. Sottoposti a diversi gradi di lavorazione, i raschiatoi possono presentare un singolo bordo funzionale, oppure due, anche convergenti. In molti casi questi manufatti sono appositamente modificati per essere immanicati. In conseguenza dell’uso e della perdita di funzionalità del bordo attivo dell’utensile, questo può essere ravvivato mediante ripetuti interventi di ritocco che causano, tuttavia, la progressiva riduzione della loro dimensione fino al definitivo abbandono. Questo ciclo economico di continuo reimpiego viene accuratamente pianificato. Estremamente rari, ma di eccezionale valore scientifico, sono infine alcune lance e bastoni di legno rinvenuti in depositi umidi in Europa e diverse tipologie di utensili in osso che attestano il ricco bagaglio tecnologico dei Neanderthal.
COORDINAMENTO
Comune di Barbarano Mossano
RICERCHE, TESTI, CONTENUTI
Stefano Bertola
Nicolò Fasser
Nicola Dal Santo
Marco Peresani
ART DIRECTION, GRAFICA E VIDEO
Francesco Marangoni
D.O.P.
Alberto Marangoni
DRONE
Mauro Migliari
INVENTARIAZIONE REPERTI
Nicola Dal Santo
Rachele Discosti
FIRMATARI DEL PROGETTO SCIENTIFICO
Stefano Bertola
Nicola Dal Santo
Francesco Marangoni
Marco Peresani
Ambra Tosetto
SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E
PAESAGGIO PER LE PROVINCIE DI VERONA, ROVIGO E VICENZA
Fabrizio Magani Soprintendente
Gabriella Bologna
Giulia Pelucchini
Paola Salzani
COMUNE DI VICENZA
MUSEO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO
Viviana Frisone
Esse hanno caratteristiche composizionali, ineralogiche e meccaniche piuttosto varie. I calcari stratificati della Scaglia Rossa contengono noduli di selce che erano ricercati e sfruttati nella Preistoria antica e recente per fabbricare gli utensili in pietra scheggiata; in epoca moderna tali calcari sono stati cavati per la produzione di calce. Le rocce eoceniche ed oligoceniche di piattaforma hanno caratteristiche associazioni fossilifere di mare basso a alghe calcaree, briozoi, echinidi e foraminiferi bentonici. Esse sono studiate dai geologi per dettagliate ricostruzioni paleogeografiche e paleoambientali; sono facilmente lavorabili perché tenere e porose e sono state fin dall’epoca romana cavate come pietre da costruzione o ornamentali.
Commercialmente sono note col nome di pietra di Vicenza e pietra di Nanto, un brand conosciuto in tutto il mondo. Nel complesso collinare, inoltre, localmente sono stati coltivati depositi minerari a bentonite, caolino, minerali refrattari e sabbie silicee.