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STRUMENTI DEL PALEOLITICO MEDIO
Nel Paleolitico medio si diffondono i grandi gruppi di industrie litiche sorte sulla base di tradizioni regionali, dando forma a una notevole variabilità tecnologica ed economica: oltre alla persistente fabbricazione di bifacciali e al metodo Levallois, compaiono altri metodi di scheggiatura, il Discoide e il Laminare. I loro prodotti, di varia forma e dimensione, vengono utilizzati grazie ai loro bordi taglienti, oppure trasformati in utensili come raschiatoi e denticolati impiegati in diverse attività, come la macellazione e la lavorazione del legno.
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STRUMENTI DEL PALEOLITICO SUPERIORE
Con l’arrivo di Homo sapiens e la diffusione delle maggiori innovazioni del Paleolitico superiore, si assiste allo sviluppo delle reti di scambio, anche su lunga distanza, all’affermazione di nuove tecnologie nella produzione dello strumentario litico, nella sua specializzazione funzionale e standardizzazione, nella netta distinzione tra quello di uso quotidiano e quello venatorio. Nel contempo, prendono forma nuovi strumenti in materia dura animale, come aghi, zagaglie, perforatori e propulsori. Compaiono, attestati da rare ma eccezionali scoperte, l’arco e le frecce.
PERCUSSIONE INDIRETTA
La tecnica della percussione indiretta prevede l’utilizzo di uno scalpello in materiale organico (punch), generalmente una sezione di palco di cervo, che viene colpito da un percussore in legno o pietra. La precisione nell’individuare il punto d’impatto sul nucleo in selce e l’angolo di distacco vicino ai 90 gradi consentono un miglior controllo nella scheggiatura di lame e lamelle, che si traduce in prodotti più regolari, rettilinei e standardizzati. Con selci di buona qualità questa tecnica permette di ottimizzare la produzione di supporti laminari, ottenendo un’elevata proporzione di margini funzionali per unità di materia prima.
LA TECNICA DEL MICROBULINO
La tecnica del microbulino è una modalità di ritocco che permette di segmentare in modo controllato una lama o lamella. Si ottengono da un lato un residuo di lavorazione che non viene quasi mai utilizzato (il microbulino), dall’altra una porzione di lama con una troncatura obliqua estremamente affilata (piquant trièdre), che può essere ulteriormente ritoccato o sfruttato in quanto tale. Di solito questa tecnica è legata alla produzione di armature di freccia geometriche.
METODO LAMINARE
Il metodo laminare è una modalità di scheggiatura predeterminata che, attraverso un’accurata preparazione e gestione della morfologia del nucleo, consente di produrre in serie lame regolari e allungate (lunghezza superiore al doppio della larghezza). Il distacco delle prime lame segue una nervatura guida naturale o preparata tramite schegge ortogonali, successivamente il negativo lasciato dal ogni lama funge da preparazione per la successiva. Se condotto in modo accurato, con pochi e appropriati aggiustamenti di gestione, questo metodo permette una produzione quasi ininterrotta di supporti regolari fino all’esaurimento del nucleo.
LE GEORISORSE NEI BERICI
Le rocce dei Berici sono di natura prevalentemente calcarea, di età compresa tra il Cretaceo superiore e il Miocene (tra 90 e 5 milioni di anni fa), con locali intrusioni basaltiche di età eocenica. Le rocce si sono deposte in ambienti di mare aperto (Scaglia), di piattaforma carbonatica (Eocene, Oligocene) o per azioni di erosione e traporto di rocce preesistenti (Miocene).